Colonia Alpina San Marco: Cenni storici

"Una delle nostre più simpatiche istituzioni” così definisce la Colonia Alpina San Marco Angelo Salvadori nella Rivista mensile del Comune di Venezia del dicembre 1924. E aggiunge:“ha per iscopo l’inviare in luoghi alpestri, durante le vacanze estive ed autunnali, un determinato numero di fanciulli e fanciulle della Città di Venezia, che siano poveri, sani, ma di gracile costituzione, con preferenza a quelli che abbiano avuto in famiglia individui affetti da malattie tubercolari, e ciò all’intento di rinforzarne gli organismi colla cura climatica e contribuire al loro sviluppo fisico normale e alla loro morale educazione

La fondazione dell’Istituzione risale all’estate del 1898 ad opera del direttore didattico Davide Benassi, dell’avvocato Augusto Fenoglio e dall’adesione della Lega degli insegnanti che si adoperarono per raccogliere i fondi per permettere ai primi 40 ragazzi di soggiornare 33 giorni a Feltre. A Feltre l’Istituzione continuò ad operare fino alla costruzione dell’attuale sede di Norcen che viene completata nel 1907. La sede di Norcen di Pedavena, sita sul colle omonimo, consta di tre corpi fabbrica. Il principale rivolto a sud – ovest riceve il sole dall’alba al tramonto ed ha davanti un piazzale a prato inglese in parte alberato adatto al gioco, alla ginnastica, al relax. “Speciale cura, si legge ancora nel documento del 1924, fu rivolta nella costruzione all’allontanamento delle acque e dei materiali di rifiuto in modo che la salubrità  degli edifici è perfettamente garantita”. La Colonia sospese la sua attività negli anni della prima guerra mondiale. Gli edifici infatti furono adibiti ad ospedale militare. L’Istituzione garantì comunque ad un buon numero di ragazzi bisognosi la permanenza in centri climatici fiorentini e modenesi. Nel 1919 i cancelli della Colonia si riaprirono e 50 bambini vennero accolti in quell’estate. La Colonia Alpina “San Marco” godeva dell’alto patronato di S.M. la Regina Madre Margherita Di Savoia e venne premiata con medaglia d’argento all’Esposizione universale e internazionale di Bruxelles 1910 e con diploma d’onore all’Esposizione internazionale di igiene sociale di Roma 1912. Già nel 1924 si caldeggiava l’ipotesi che, per “i bambini che fossero maggiormente esposti a rischi di malattia a Venezia per motivazioni derivanti dalla indigenza e da situazione di vita precaria dal punto di vista igienico sanitario, e della nutrizione”, fosse istituito un asilo operante tutto l’anno, in modo da far crescere negli anni più delicati i bambini veneziani in una condizione di attenzione e di cura che li allontani dal pericolo del contagio. E’ all’inizio degli anni Trenta che prende avvio la scuola elementare: i bambini vengono scelti per la quasi totalità fra gli alunni poveri delle scuole comunali di Venezia che ne fanno domanda. Il soggiorno in Colonia è regolato in modo che il bambino possa trarre il maggior vantaggio. L’attività estiva e quella scolastica godeva dell’apprezzamento della popolazione veneziana e molte sono le testimonianze in merito. I benefici dell’aereoterapia naturale con passeggiate graduate in modo da abituare l’organismo allo sviluppo di sempre nuove energie, sono integrati dagli esercizi di ginnastica respiratoria e dal riposo all’aria aperta sul prato. Sicuramente interessante è la prassi di registrare il peso dei bambini al loro arrivo e alla loro partenza. Dalla documentazione che ancora oggi possiamo consultare, il soggiorno estivo che si aggirava mediamente intorno al mese di permanenza, portava ad una crescita media di due chili nei ragazzini di 11-12 anni con punte fino a cinque chili. La dieta dei bimbi è studiata in modo da rispondere alle esigenze fisiologiche dell’organismo dei fanciulli. Il vitto, basato su larga somministrazione di latte (un litro circa per ogni colono ogni 24 ore) e su una razione pressoché quotidiana di carne è integrato da legumi, marmellate, farinacei e pane a volontà: ben si può dire che costituiva per tutti i bambini una vera iperalimentazione. Naturalmente, anche durante il periodo estivo, viene coltivata l’educazione e incentivato lo studio e la lettura. Viene costituita una piccola ma interessantissima biblioteca che ancora oggi è conservata.  “I coloni vestono una simpatica e semplice  divisa di tela, lavabile, che ricevono, prima di partire da Venezia, dall’Istituzione. Ritornano in città portando sul volto i palesi segni del vigore e del benessere acquistati nell’aria salubre delle nostre Alpi”. L’attività della scuola non si ferma dopo la seconda guerra mondiale e continua fino alla metà degli anni Settanta. Successivamente l’Istituzione garantisce i soggiorni estivi. Dal 1985 l’attenzione si è rivolta anche alla popolazione anziana della città. Sono stati così organizzati soggiorni estivi per anziani fino al 2007.

note a cura di: Giovanni Andrea Martini